Andrea
Palladio
L'architetto nacque a Padova, da Pietro della Gondola,
mugnaio. Fuggito a Vicenza, cominciò a lavorare
presso la bottega dei Pedemuro, noti tagliapietre
e scalpellini presso la città berica; fu
durante questo suo apprendistato che venne "scoperto"
da Giangiorgio Trissino, importante letterato e
esponente dell'aristocrazia di Terraferma.
Il Trissino affidò al giovane architetto
la ristrutturazione della sua villa a Cricoli, presso
Vicenza e fu lui che lo accompagnò nel suo
primo viaggio a Roma. Grazie alla conoscenza delle
antiche vestigia romane, che potè vedere
non solo a Roma ma anche a Vicenza, Verona e Padova
e al contatto con le opere dei maggiori architetti
di allora - quali Giulio Romano, Michele Sanmicheli,
Sebastiano Serlio e Jacopo Sansovino - maturò
quel suo particolare linguaggio architettonico che
ancora ora possiamo vedere espresso in importanti
ville (villa Almerico detta la Rotonda o villa Barbaro
a Maser, affrescata dal Veronese) ed edifici civili
(la Loggia del Capitaniato e la Basilica di Vicenza)
e religiosi (la chiesa del Redentore e quella di
San Giorgio a Venezia).
"In Lonedo luogo del Vicentino è
la seguente fabbrica del Signor Girolamo de' Godi
posta sopra un colle di bellissima uista, &
a canto un fiume, che serve per Peschiera. Per rendere
questo sito comodo per uso di Villa vi sono stati
fatti cortili, & strade sopra uolti con non
piccola spesa. La fabbrica di mezo è per
l'habitazione del padrone e della famiglia. Le stanze
del padrone hanno il piano loro alto da terra tredici
piedi, e sono in solaro, sopra quelle ui sono i
granari, & nella parte di sotto, cioè
nell'altezza di tredici piediui sono disposte le
cantine, i luoghi da fare i vini, la cucina, &
altri luoghi simili.
La sala giunge con la sua altezza fin sotto il tetto,
&ha due ordini di finestre. Dall'uno e dall'altro
lato ui sono i cortili, & i coperti per le cose
di Villa. E' stata questa fabbrica ornata di pitture
bellissime inventione da Maser Gualtiero Padovano,
da Messer Battista del Moro Veronese, & da Messer
Battista Veneziano; perché questo gentil'huomo,
il quale è giudiciosissimo per renderla a
quella eccellenza & perfezione, che sia possibile;
non ha guardato a spesa alcuna, & ha scelto
i più singolari, & eccellenti Pittori
de' nostri tempi."
Citazione di Andrea Palladio tratta
da "I quattro Libri dell'Architettura",
1570
L'Architettura
Si tratta della prima villa realizzata dal Palladio,
come l'architetto stesso ricorda nei suoi "Quattro
Libri di Architettura". Il committente fu Gerolamo
Godi, il quale la fece costruire per il figlio Antonio
come da rilievo posto sopra la loggia all'ingresso
del corpo centrale; i lavori terminarono nel 1542.
La villa, che si erge sulle pendici del colle di
Lonedo dominando il fiume Astico, ripropone nella
sua architettura alcuni elementi tipici del castello:
la colombaia, quasi come una torretta, permette
di vedere e controllare l'intera pianura; la scalinata
centrale, principale accesso alle sale nobili, ristretta
al solo arco centrale della loggia, richiama il
concetto del ponte levatoio medioevale e quindi
alla necessità di controllare gli ingressi
agli spazi privati della famiglia Godi.
La parte anteriore della villa si presenta arretrata
e affiancata da due corpi sporgenti ad angolo, ribaltando
lo schema della villa a due torri, usuale nel Veneto.
Nel prospetto posteriore è il corpo mediano
(area del salone centrale) che avanza, caratterizzato
da una serliana, realizzata in seguito a restauri
del 1550, al posto dell'originale finestra termale
romana. Nella pianta del corpo centrale si ripropone
il concetto di simmetria, con la realizzazione di
una loggia e salone centrale, come cuore della villa,
e due ambienti laterali composti ciascuno di 4 sale.
Delle due ali laterali, solo quella a sinistra,
a tre arcate, fa parte del progetto originario;
quella a destra, più lunga, aperta da cinque
archi e da altrettante finestre sovrastanti, fu
realizzata alla fine degli anni Settanta del Cinquecento.
"La Strega"
di Annigoni
Pietro Annigoni, pittore italiano soprannominato
"il pittore delle regine" dalla stampa
del tempo. Il suo stile evidenzia l'influenza del
Rinascimento italiano e del Realismo, in contrasto
con gli stili di ritratto propri del Modernismo
e Postmodernismo in auge negli anni della sua attività.
Specializzato in ritrattistica, la sua attività
è nota soprattutto per il ritratto del 1955
di Elisabetta II del Regno Unito (National Portrait
Gallery, Londra), sebbene soggetti frequenti dei
suoi lavori fossero persone disagiate e senza fissa
dimora.
Dal 1929 in poi e in particolare dal 1966 al 1988,
il suo periodo più fecondo, è tutto
un susseguirsi di mostre prestigiose di cui molte
alla Royal Academy di Londra.
Suoi affreschi si trovano nell'Abbazia di Montecassino,
nel Convento di San Marco a Firenze, nella Basilica
di Sant'Antonio a Padova ed in molte altre località;
una delle opere più importanti da lui eseguite
è il ciclo pittorico della Chiesa parrocchiale
di S. Michele Arcangelo a Ponte Buggianese (PT). |
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