Via Palladio 44 - Lonedo Lugo di Vicenza (VI)
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La Villa Godi Malinverni appartiene al ricco patrimonio artistico costituito dalle ville venete. Andrea Palladio costruì la Villa nel 1542; Gianbattista Zelotti, Battista del Moro e Gualtiero Padovano la ornarono di affreschi. Dopo averla acquistata in stato di degrado nel 1962, il Prof. Remo Malinverni dedicò gli ultimi anni della sua vita per riportarla all'antico splendore.
Andrea Palladio
L'architetto nacque a Padova, da Pietro della Gondola, mugnaio. Fuggito a Vicenza, cominciò a lavorare presso la bottega dei Pedemuro, noti tagliapietre e scalpellini presso la città berica; fu durante questo suo apprendistato che venne "scoperto" da Giangiorgio Trissino, importante letterato e esponente dell'aristocrazia di Terraferma.
Il Trissino affidò al giovane architetto la ristrutturazione della sua villa a Cricoli, presso Vicenza e fu lui che lo accompagnò nel suo primo viaggio a Roma. Grazie alla conoscenza delle antiche vestigia romane, che potè vedere non solo a Roma ma anche a Vicenza, Verona e Padova e al contatto con le opere dei maggiori architetti di allora - quali Giulio Romano, Michele Sanmicheli, Sebastiano Serlio e Jacopo Sansovino - maturò quel suo particolare linguaggio architettonico che ancora ora possiamo vedere espresso in importanti ville (villa Almerico detta la Rotonda o villa Barbaro a Maser, affrescata dal Veronese) ed edifici civili (la Loggia del Capitaniato e la Basilica di Vicenza) e religiosi (la chiesa del Redentore e quella di San Giorgio a Venezia).

"In Lonedo luogo del Vicentino è la seguente fabbrica del Signor Girolamo de' Godi posta sopra un colle di bellissima uista, & a canto un fiume, che serve per Peschiera. Per rendere questo sito comodo per uso di Villa vi sono stati fatti cortili, & strade sopra uolti con non piccola spesa. La fabbrica di mezo è per l'habitazione del padrone e della famiglia. Le stanze del padrone hanno il piano loro alto da terra tredici piedi, e sono in solaro, sopra quelle ui sono i granari, & nella parte di sotto, cioè nell'altezza di tredici piediui sono disposte le cantine, i luoghi da fare i vini, la cucina, & altri luoghi simili.
La sala giunge con la sua altezza fin sotto il tetto, &ha due ordini di finestre. Dall'uno e dall'altro lato ui sono i cortili, & i coperti per le cose di Villa. E' stata questa fabbrica ornata di pitture bellissime inventione da Maser Gualtiero Padovano, da Messer Battista del Moro Veronese, & da Messer Battista Veneziano; perché questo gentil'huomo, il quale è giudiciosissimo per renderla a quella eccellenza & perfezione, che sia possibile; non ha guardato a spesa alcuna, & ha scelto i più singolari, & eccellenti Pittori de' nostri tempi."

Citazione di Andrea Palladio tratta da "I quattro Libri dell'Architettura", 1570


L'Architettura
Si tratta della prima villa realizzata dal Palladio, come l'architetto stesso ricorda nei suoi "Quattro Libri di Architettura". Il committente fu Gerolamo Godi, il quale la fece costruire per il figlio Antonio come da rilievo posto sopra la loggia all'ingresso del corpo centrale; i lavori terminarono nel 1542. La villa, che si erge sulle pendici del colle di Lonedo dominando il fiume Astico, ripropone nella sua architettura alcuni elementi tipici del castello: la colombaia, quasi come una torretta, permette di vedere e controllare l'intera pianura; la scalinata centrale, principale accesso alle sale nobili, ristretta al solo arco centrale della loggia, richiama il concetto del ponte levatoio medioevale e quindi alla necessità di controllare gli ingressi agli spazi privati della famiglia Godi.

La parte anteriore della villa si presenta arretrata e affiancata da due corpi sporgenti ad angolo, ribaltando lo schema della villa a due torri, usuale nel Veneto. Nel prospetto posteriore è il corpo mediano (area del salone centrale) che avanza, caratterizzato da una serliana, realizzata in seguito a restauri del 1550, al posto dell'originale finestra termale romana. Nella pianta del corpo centrale si ripropone il concetto di simmetria, con la realizzazione di una loggia e salone centrale, come cuore della villa, e due ambienti laterali composti ciascuno di 4 sale. Delle due ali laterali, solo quella a sinistra, a tre arcate, fa parte del progetto originario; quella a destra, più lunga, aperta da cinque archi e da altrettante finestre sovrastanti, fu realizzata alla fine degli anni Settanta del Cinquecento.


"La Strega" di Annigoni
Pietro Annigoni, pittore italiano soprannominato "il pittore delle regine" dalla stampa del tempo. Il suo stile evidenzia l'influenza del Rinascimento italiano e del Realismo, in contrasto con gli stili di ritratto propri del Modernismo e Postmodernismo in auge negli anni della sua attività. Specializzato in ritrattistica, la sua attività è nota soprattutto per il ritratto del 1955 di Elisabetta II del Regno Unito (National Portrait Gallery, Londra), sebbene soggetti frequenti dei suoi lavori fossero persone disagiate e senza fissa dimora.

Dal 1929 in poi e in particolare dal 1966 al 1988, il suo periodo più fecondo, è tutto un susseguirsi di mostre prestigiose di cui molte alla Royal Academy di Londra.

Suoi affreschi si trovano nell'Abbazia di Montecassino, nel Convento di San Marco a Firenze, nella Basilica di Sant'Antonio a Padova ed in molte altre località; una delle opere più importanti da lui eseguite è il ciclo pittorico della Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo a Ponte Buggianese (PT).
 
Villa Malinverni
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La Strega di Annigoni
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